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IL MITO DEI MAGI TRA LEGGENDA E STORIA


Adorazione dei MagiScritto da Andrea Romanazzi - La storia dei re Magi e’ un racconto che nasce molto lontano , in terre esotiche e ricche di antiche tradizioni, narra di stelle annunciatrici , di una miracolosa nascita e di tre mitici sovrani che si misero in cammino per venerare il nuovo Salvatore.
I tre misteriosi personaggi non sono molto frequenti nelle Sacre Scritture, infatti solo il Vangelo di Matteo (2,1-12) li cita inizialmente, in realta’ da questa fonte non possiamo conoscere molto sui Magi, ne’ i loro nomi, ne’ il loro numero e il luogo di provenienza che e’ indicato genericamente “da Oriente”.
Di loro non si ha menzione negli altri Vangeli come quelli di Luca e Marco, forse quasi una forma di censura legata al fatto che il Cristo non poteva esser “venerato” da dei “Magòi”. La parola Mago era del resto, sinonimo di stregone , mago era anche quel Simone , appunto Simon Mago, il cui volto, per alcuni , sarebbe quello che oggi si attribuisce al Cristo , e dal qual personaggio il traffico di reliquie sacre prese il nome “simonia”. In tutto questo silenzio fonti importanti diventano i Vangeli apocrifi e tra questi “il libro della Caverna dei Tesori”,
 di origine siriaca o ancora l’ “Historia Trigum Regum” di Giovanni da Hildesheim che raccoglie , mettendole in una unica vicenda, piu’ fonti apocrife sui Magi.
La vicenda dei tre re e’ legata alla “stella”:
“..dove e’ nato il re dei Giudei? Perche’ abbiam visto la sua stella in Oriente e siam venuti ad adorarlo..”
Da sempre nell’antichita’ l’ apparizione di una stella , cometa o altro fenomeno celeste era considerata un “segno” divino , come possiam osservare dallo stesso versetto di Matteo nel quale si mette in relazione il Cristo e “La Sua Stella”.
Del resto gli astri , penetrando con la loro luce nell’oscurita’ diventano espressione dell’eterna lotta tra bene e male , tra luce ed ombra:
“Io sono la stella radiosa del mattino”
Tutte le piu’ grandi divinita’ dell’antichita’ sono legate agli astri, lo stesso faraone egiziano era chiamato appunto la stella d’Egitto e sempre in Egitto, Horus , concepito dalla Vergine e dea Iside era chiamato ”astro del mattino”.
Torniamo alla stella dell’Annunciazione, vi sono diverse ipotesi su cosa essa potrebbe essere realmente. Per alcuni si tratterebbe di una Nova o Supernova, fenomeno di straordinaria luminosita’ ma che non si poteva ripetere lungo il cammino dei Magi. Una seconda ipotesi e’ quella di una cometa , alcuni l’hanno identificata con quella di Halley gia’ segnalata in numerosi studi cinesi. Oggi , pero’ , sappiamo che essa si ripropone ogni 76 anni e quindi sarebbe passata attorno al 12 a.C. data piuttosto lontana da quella indicata da Dionigi il Piccolo per la nativita’.
Molto piu’ probabile e’ che piu’ che una stella si fosse trattato di una congiunzione e in particolare la congiunzione tra Giove e Saturno avvenuta nella costellazione dei Pesci. Secondo calcoli fatti da Keplero nel 7 a.C. questa congiunzione si sarebbe verificata ben 3 volte , il 28 maggio, il 1 ottobre e il 5 dicembre. Tutto questo non solo e’ importante dal punto di vista della datazione dell’evento , gia’ che si avvicina molto alla presunta data della nativita’ , cioe’ il 6 a.C., ma fa sorgere altre considerazioni. Infatti nell’antichita’ i primi cristiani si riconoscevano con un segno in codice, quando due di essi si incontravano uno di loro tracciava meta’ del segno e l’altro lo completava. Il simbolo in questione era proprio il PESCE!
Del resto la parola Nazareni, oltre che abitanti di Nazareth significava “piccoli pesci”, e i seguaci di Gesu’ erano appunto i Nazareni. Un’altra coincidenza , poi, si inserisce in questo discorso , infatti all’ingresso di Gerusalemme il Cristo fu accolto nel grido di “oannes” che poi diventera’ ,per un errore di trasposizione, Osanna. Chi erano gli Oannes? Questi erano gli dei delle popolazioni medio-orientali che ,curiosamente erano rappresentati meta’ uomini e meta’ pesci!
Torniamo ai Magoi , per conoscere il loro rango e dunque l’appellativo di Re dobbiamo tornare al “libro della Caverna dei Tesori” ove essi vengon definiti “re figli di re”. Anche il numero dei magi non e’ ben specificato , e anche in questo caso dobbiamo rifarci a testi apocrifi come il “Vangelo dell’Infanzia Armeno”:
“..questi magi eran tre fratelli..”
Da Matteo nn conosciamo il numero dei magi , ma solo riferimenti al numero dei doni. Il numero 3 ha una forte valenza simbolica , per alcuni indicherebbe le tre razze umane , la semitica , la cannitica e la jafetica , rispettivamente discendenti dai tre figli di Noe’ , Sem , Cam e Iafef. Probabilmente , pero’, il 3 ha un altro significato, infatti nell’antico Egitto , “omphalos della Divin Sapientia” , il tre , pronunciato Khem , era legato ai moti lunari e in particolare rappresenterebbe “la manifestazione nel concreto dell’Uno trascendente” , il dio che da trascendente diventa appunto immanente e questo ben si lega alle vicende del Cristo , il Dio che si e’ fatto uomo. Un altro aspetto importante dei magi e’ il loro nome. Oggi sappiamo che si chiamavano Gaspare , Melchiorre e Baldassarre , ma non tutte le fonti sono concordi. Nel complesso monastico di Kellia , in Egitto , sono stati rinvenuti i nomi di Gaspar , Melechior e Bathesalsa. Melechior sarebbe il piu’ anziano e il suo nome stesso deriverebbe da Melech , che significa RE.
Baldassarre deriverebbe da Balthazar , mitico re babilonese , quasi a suggerire la regione di provenienza di quest’ultimo, infine abbiamo Gasparre , per i greci Galgalath, signore di Saba.
Un accenno a questi mitici re lo troviamo anche in Marco Polo:
“..in Persia e’ la citta’ che e’ chiamata Saba da la quale partirono tre re che andaron ad adorare Dio quando nacque..”
La citta’ citata da Marco Polo, pero’ , non sarebbe proprio Saba , ma Sawah, antica citta’ persiana dalla quale , secondo il viaggiatore , partirono i tre re .
Secondo numerose leggende i tre magi giunsero a Betlemme 13 giorni dopo la nascita del Cristo. Il 13 e’ un numero sacro alla divinita’ lunare , poi fortemente demonizzato proprio per dimenticare la sacralita’ dello stesso:13 erano cosi’ gli apostoli , diventati poi 12 a causa del tradimento di Giuda e 13 erano i cavalieri di Re Artu’ prima del tradimento di Mordred. In questa visione legata al culto lunare della Dea e poi successivamente al culto terrestre ben si inserisce la GROTTA di Gesu’, luogo fortemente legato a culti ctonii.
La grotta e’ il simbolo del ventre materno , santuario della grande madre e luogo di comunione tra uomo e dio. Del resto tutte le piu’ importanti divinita’ nascono nella grotta , porta dei due mondi, troviamo cosi’ Minosse , Dioniso , Mitra. Spesso , poi, nella iconografia cristiana si parla della mangiatoia e questo un po’ confonde le idee identificando appunto la grotta con una stalla. In realta’ molto spesso le grotte erano adibite a luoghi di ricovero per animali e quindi da qui la presenza della famosa mangiatoia del Cristo.
Per quanto riguarda il luogo ove essa si trovasse , Luca e Matteo la individuano a Betlemme , mentre Marco e Giovanni la collocano a Nazareth. In realta’ Bethlaem , la citta’ ove appunto si sarebbe avuta la nascita del Cristo non sarebbe in Giudea , ma sarebbe collocata nel paese di Bethelem Haglilit , villaggio a pochi chilometri da Nazaret, e questo eliminerebbe le problematiche relative appunto alle discrepanze tra i vari apostoli. Un particolare da non sottovalutare , poi, e’ quello sottolineato da San Girolamo che ricorda che a Bethelem si adorava da sempre Adone-Tammuz , divinita’ arborea legata sia alla grotta che , come tutte le divinita’ agresti , al ciclo di morte e resurrezione e che quindi richiama fortemente le vicende del Cristo.
Qual’ era dunque il ruolo dei re magi e chi essi eran realmente?
Il mito del Cristo non puo’ essere scisso dai numerosi culti solari ed arborei che fin dalla protostoria venivan officiati dagli uomini. Tralasciando cosi’ eventuali similitudini tra le divinita’ arboree e il Salvatore importante e’ sottolineare il forte legame tra il Cristo e il sole. Lo stesso 25 dicembre , data poi istituita dalla chiesa come giorno di nascita del Messia per allontanare pericolose e devianti festivita’ pagane ben radicate nella comunita’, coincideva con il dies natalis solis , solo che alla luce portata dall’astro si sostituisce la luce divina del Cristo.
“un dio nato da una VERGINE nel solstizio d’inverno e resuscitato all’equinozio di primavera” non puo’ non essere una divinita’ solare. E’ dunque il dio risorto , il “sole” che indica il nuovo anno e il nuovo avvento , l’ Osiri egizio.
Un’altra leggenda che sembrerebbe confermare questa ipotesi e’ quella dei doni ricevuti dai Re magi dal Santo Bambino. La leggenda narra he prima di partire per tornare in patria i tre Re ricevettero dalle mani del Bambino e della Vergine tre doni, una pietra staccata dalla mangiatoia , un pane e una fascia nella quale era avvolto il Cristo. In tutti e tre i casi , pero’ , una volta raggiunto il regno d’origine dai doni si sprigiono’ un “fuoco sacro” che , appunto , ben ricorda gli antichi rituali di purificazione legati appunto all’astro. Infatti anche se in questo periodo dell’anno il buio domina la luce , il calore purificatore dell’Astro e’ portato metaforicamente in terra accendendo grandi falo’ o con l’usanza , ben descritta da J.Frazer del “ceppo natalizio”. Un’altra versione della leggenda , tratta dal “Vangelo Arabo-Siriaco” (8,1) narra che i tre re , giunti in oriente , organizzarono un rituale proprio imperniato sulle fasce che avevano ricevuto in dono
“..accesero il fuoco ,secondo la loro usanza , lo adorarono e vi gettarono sopra quella fascia..”
La leggenda narra che una volta spento il fuoco i re ritrovarono la fascia intatta e la riposero con somma devozione tra i loro tesori. Ora , al di la delle differenti leggende , elemento fondamentale diventa appunto il fuoco e che legherebbe il Cristo con il culto di Zarathustra.
Potremmo cosi’ azzardare una ipotesi:
Originari dell’altopiano iranico i magi erano sciamani legati al culto degli astri e successivamente sacerdoti di Mazda. Seguendo la lettura del cielo , avevano riconosciuto in Cristo uno dei loro “Saosayansh” , il salvatore universale , diventando cosi’ loro stessi “coniuctio” tra la nuova religione nascente e i culti misterici orientali come il mazdaismo e il buddismo , dunque adoratori di quel nuovo culto “solare e maschile” che affonda le sue radici in rituali ben piu’ antichi e che pian piano sarebbero stati cancellati dalla “nuova” religione. Ancora oggi il culto del magi non e’ dimenticato , la leggenda narra che i resti mortali dei Re Magi furono recuperati in India da Sant’ Elena e poi portati a Costantinopoli. Nel 1034 pare che queste reliquie furono trasportate a Milano in un’arca e depositate nella chiesa di Sant’ Eustorgio ricca di simbolismi legati ai tre re e ancora oggi luogo di pellegrinaggio.
Il sepolcro e’ vuoto dal 1162 , quando Federico Barbarossa , dopo aver sconfitto Milano , porto’ a Colonia le sacre reliquie , ma c‘e’ ancora chi sostiene che le “sacre ossa” sian nascoste da qualche parte nel capoluogo lombardo , magari proprio nella antica chiesetta romanica di Sant’ Eustorgio .


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La stella cometa che guidò i Re Magi a Betlemme in realtà non fu una stella. Vi spiego perché.


Nei tanti Presepi che ancora si allestiscono nelle nostre case e nelle chiese sono comparsi, anche quest'anno, i Re Magi. Vengono posti a Natale ad uno degli angoli dell'allestimento e spostati di un piccolo tratto ogni giorno, quasi passo dopo passo, arrivano alla capanna di Betlemme per l'Epifania, guidati nel loro cammino dalla Cometa di Natale.
Questa la tradizione da vari secoli. Ma cosa guidò effettivamente i Magi nel loro tempestivo e lungo viaggio a Betlemme per la nascita di Gesù? Era veramente una cometa, magari bella luminosa e con una coda evidente in cielo, come fu quella di Hale Bopp che abbiamo ammirato nei nostri cieli per varie settimane nel 1997 ? O forse fu un altro fenomeno celeste a far muovere i Magi? Cosa possiamo dire a riguardo, escludendo ovviamente che si sia trattato di un evento miracoloso?
Per rispondere a questa domanda partiamo dalla fonte accreditata principale e più autorevole. Il primo racconto della Stella di Betlemme si trova infatti nel Vangelo di San Matteo, che fu scritto attorno al 50 d.C. e che recita così «Nato Gesù in Betlemme di Giuda, al tempo di re Erode, alcuni Magi, venuti da Oriente, giunsero in Gerusalemme e chiesero "Dove è il nato re dei Giudei? Perché noi abbiam veduto la sua stella in Oriente e siam venuti per adorarlo"… Allora Erode, fatti venire segretamente i Magi, si fece precisare da loro con ogni diligenza il tempo in cui la stella era loro apparsa... I magi, udito il re, se ne partirono. Ed ecco la stella che avevano visto in Oriente andar loro innanzi, finché, giunta sopra il luogo dove era il bambino, si fermò». (Matteo 2:1-12)

Questo testo sembra molto semplice ma, come vedremo, ci fornisce preziose informazioni sui Magi e "la Stella" Innanzitutto: chi erano mai questi Magi ? Probabilmente dei sapienti, sacerdoti di alto rango del tempo. In quasi tutte le culture antiche infatti chi sa "leggere quel che succede in cielo" ha a che fare con un alto grado sociale e culturale, legato alla religione, dato che nel cielo , da sempre, l'uomo mette i propri dei, i presagi e dal cielo vengono i castighi. Dal nome "Magi" possiamo pensare che fossero sacerdoti della religione di Zoroastro, all'epoca importante in quelle regioni e tuttora seguita da comunità molto più modeste. 
Il loro alto livello sociale ed importanza è dimostrato anche dai doni preziosi, oro , incenso e mirra, che portavano al Bambino e dal fatto che potevano permettersi un viaggio così lungo, costoso e pericoloso come quello che certamente fecero.
Per l'evangelista Matteo infatti i Magi venivano "dall'oriente " che al tempo poteva essere l'Assiria o la Media. Grosso modo 8-900 chilometri, quanto quelli che separano anche oggi Bagdad da Betlemme. E per fare un viaggio del genere, a dorso di cammello, ci si può impiegare tre o quattro settimane.
Da questa semplice considerazione possiamo dire quindi che quel che guidò i Magi fu un fenomeno visibile per qualche settimana ed importante, per convincerli a partire.
Ma proprio a questo punto c'è qualcosa che ci deve mettere sul chi vive! Infatti , subito dopo quanto riportato sopra, il vangelo di Matteo di dice : «Allora Erode, fatti venire segretamente i Magi, si fece precisare da loro con ogni diligenza il tempo in cui la stella era loro apparsa». Come è possibile che Erode dovesse farsi spiegare della "stella" ? Evidentemente quello che aveva convinto i Magi a partire e li aveva guidati non doveva certo essere un fenomeno fin troppo evidente in cielo, come una cometa. Erode l'avrebbe vista, eccome, e non avrebbe avuto certo bisogno di ritirarsi segretamente con i Magi per farsi spiegare cosa avevano "visto" in cielo!
Il fenomeno quindi non doveva essere evidente, ed era invece comprensibile solo a chi sapeva "leggere i segni" in cielo.
Ed infatti nel più vecchio esemplare del Vangelo di Matteo, del 70 d.c., scritto in greco e che è una traduzione dell'originale in aramaico del 50 d.c., la parola usata per indicare quel che guidò i magi è "astron", che possiamo tradurre oggi come "stella" o anche meglio come "fenomeno, evento del cielo", ma non certamente con la parola "cometa" .
Oltretutto dobbiamo considerare che a quell'epoca, e fino ai tempi di Galileo Galilei, nel 17 secolo, le comete erano considerati fenomeni meteorologici, una specie di fulmini particolarissimi se vogliamo, e non certo stelle o altro di simile. Infatti, se guardiamo come fu rappresentata la stella di Betlemme, ci accorgiamo che fu disegnata come una normale stella e non come cometa.

Le prime rappresentazioni dei Magi e della stella di Betlemme che si conosca è nella catacomba di Santa Priscilla a Roma, e risalgono al III secolo d.c. E così viene rappresentata per secoli negli affreschi, le miniature, le sculture piccole e grandi, di marmo e avorio, i mosaici. Questo fino al 1303, quando il grande Giotto a Padova, nel ciclo di affreschi che decora la stupenda Cappella degli Scrovegni, dipinge sopra la capanna della Natività una Cometa! Come mai improvvisamente Giotto si sogna di cambiare una iconografia vecchia di secoli, e accreditata dai Vangeli?

Difficile dirlo, ma probabilmente, possiamo supporre che Giotto rimase, come molti all'epoca, impressionato dal passaggio della cometa di Halley, passata proprio in quegli anni, o di un'altra, vista in cielo sempre nel 1301. E' onesto ricordare che giravano all'epoca anche alcuni "pseudo" vangeli, noti per le esagerazioni aneddotiche, che descrivevano la "stella" come una gigantesca cometa che prendeva tutto il cielo. Fatto sta che la quella degli Scrovegni rimane un fatto padovano unico, dato che anche Giotto negli affreschi di Assisi, non la utilizza più.
La stella classica in effetti per quasi un secolo "resiste" alla nuova rappresentazione come cometa. Ad esempio proprio a Padova, 70 anni dopo, un affresco molto importante, la Natività di Giusto da Menabuoi nel Duomo di Padova o , sempre nella stessa città, nella Natività della Cappella di San Michele, dipinta nel 1390. Insomma parecchi decenni dopo Giotto, pur nella stessa città, troviamo ancora rappresentata la stella.
Possiamo quindi dire che la cometa fu una bonaria invenzione di Giotto che, per un po' di anni, non prese piede. Poi evidentemente "dilagò" …. Questo per la rappresentazione grafica, ma il punto principale resta: cosa videro realmente i Magi?

Riassumendo, proprio per seguire il Vangelo di Matteo, dobbiamo pensare a un fenomeno in cielo, evidente per dei "sapienti" ma non per un Re, come Erode era. Fenomeno che sia durato varie settimane, tanto da poter guidare i Magi nel loro lungo viaggio. Questo argomento ha incredibilmente appassionato astronomi e teologi negli ultimi tre secoli, e tuttora è materia di discussione.

Scartata la cometa, per i motivi detti sopra, dobbiamo esaminare altre possibilità.
Fu una meteora ? Di sicuro non poteva esserlo. Le meteore sono piccoli frammenti rocciosi della dimensione dal millimetro fino a qualche centimetro che viaggiano nello spazio interplanetario. Entrando nell' atmosfera terrestre, vaporizzano in pochi secondi per il riscaldamento dovuto all'attrito con l'aria. Il fenomeno, noto come sublimazione, può essere anche parecchio appariscente, ma comunque di durata molto breve: pochi secondi al massimo. Anche se si fosse trattato di un fenomeno eccezionale come una cosiddetta "pioggia" di meteore particolarmente imponente, non sarebbe durata giorni. Le meteore non sono quindi certo un buon candidato per il nostro esame.
Aurora boreale? E' stata fatta anche l'ipotesi che potesse trattarsi di un aurora boreale, fenomeno che molto difficilmente può vedersi a latitudini molto basse, come quelle della Palestina. Tuttavia non è impossibile. Le "aurore" sia boreali che australi, sono un fenomeno dell'alta atmosfera, piuttosto comune e molto scenico da vedere. Nel cielo, anche per giorni, si muovono molto lentamente lunghi festoni luminosi di vari colori. Ciò è dovuto al fatto che il Sole, in periodi di intensa attività emette oltre alla luce ed al calore che sappiamo, anche flussi di particelle elettricamente cariche che, fortunatamente per noi, il campo magnetico terrestre, cattura e incanala verso i Poli. Lì cedono la loro energia agli atomi dell'alta atmosfera che quindi emanano una luce colorata a seconda dell'elemento atomico colpito dalle particelle.
Raro ma possibile a quelle latitudini, può durare settimane… Siamo sulla buona strada? Purtroppo no, perché le aurore sono fenomeni molto evidenti, a chiunque alzi gli occhi al cielo , e anzi, dato che è raro in Palestina, sarebbe stato anche notato certamente. Nessun segreto da farsi spiegare per Erode quindi ed in più quindi non poteva essere segreto , inoltre le aurore boreali avvengono a Nord e quindi non sarebbe potuta "venire da oriente" come vuole il Vangelo.

Fu allora una stella "nuova" apparsa improvvisamente ? Qest' ipotesi è più interessante anche perché nelle imponenti cronache cinesi , cosiddette delle "ventiquattro storie", si parla di una "stella nuova" apparsa nel 5 a.c (secondo la nostra attuale datazione). A conti fatti poteva trattarsi di un normale fenomeno Supernova, ovvero dell'esplosione di una stella di grande massa, diciamo dieci volte quella del nostro Sole. In questo fenomeno viene emessa in pochi giorni una quantità di energia incredibile: tanta quanta il nostro Sole, per fare un paragone, ne emette in tutta al sua esistenza, che si stima in 9 miliardi di anni. Ecco quindi che questo fenomeno appare come una "nuova" stella che compare nel cielo visibile, ricordiamolo, ad occhio nudo solamente a quei temi. Tuttavia una Supernova non si distingue, ad occhio nudo, d auna stella qualunque e comunque si muove in cielo durante la notte attorno alla polare, esattamente come tutte le altre stelle. Non cambia quindi di posizione notte dopo notte. Le scritture invece dicono chiaramente che: «la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino».
Questa, che sembrava essere la migliore ipotesi, sposata nel passato da molti studiosi, si rivela alla fine molto debole! Che altro fenomeno ci rimane per identificare la stella di Betlemme?
Quello che ha guidato i magi potrebbe essere stata una congiunzione planetaria, ovviamente apparente, avvenuta in cielo a quell'epoca.

Spendiamo una parola per capire questo fenomeno in generale. Pianeta significa "errante" nel cielo, ed infatti i cinque pianeti visibili ad occhio nudo, Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno, sembrano muoversi sulla volta celeste velocemente e in modo indipendente rispetto alle stelle. Lo fanno perché ovviamente, sono enormemente più vicini delle stelle, anche delle più prossime. Pensiamo ad esempio che Giove, ben visibile al tramonto in questo periodo, è 60.000 volte più vicino a noi della stella più vicina, Proxima del Centauro. Ovvio quindi che man mano che si sposta nella sua orbita noi lo si veda assai più facilmente spostarsi in cielo di quanto possiamo fare pe un analogo spostamento effettivo di Proxima.
Nel loro movimento apparente due o più pianeti possono sembrare avvicinarsi anche moltissimo fra loro, e si parla allora di congiunzione planetaria. Si tratta ovviamente di un effetto prospettico dovuto al nostro punto di vista dalla Terra, dato che fra un pianeta e l'altro, nelle loro orbite effettive attorno al Sole, ci sono milioni di chilometri. Fra le Terra e Marte, ad esempio, la minia distanza fra le posizioni nelle orbite rispettive è 50 milioni di chilometri circa, quando sono entrambi "dalla stessa parte" rispetto al Sole, la massima di circa 200 milioni di chilometri. Che possa quindi essere stata una congiunzione di pianeti fa? E' capitato qualcosa di simile circa 2000 anni fa?

Oggi con i software anche amatoriali possiamo facilmente ricostruire l'aspetto del cielo in varie epoche e confermare quanto tramandatoci, ad esempio, da varie fonti di quell'epoca, come le cronache contenute nelle tavolette babilonesi, chiamate di Sippar, che registrano una congiunzione tra tre pianeti che sarebbe iniziata nell'8 a.C. e terminata nel 6 a.C. Potrebbe essere l'indizio giusto, dato che è riconosciuto che la data che utilizziamo oggi per l'anno "zero" , dato dalla nascita di Cristo, deve essere portato indietro di 7 anni, per un errore del monaco Dionigi il modesto, che la fissò nel Vto secolo

Seguiamo quindi questa congiunzione planetaria
Alla fine dell'8 a.C. Giove e Saturno iniziano ad avvicinarsi sulla volta celeste ed i Magi, con le conoscenze che potevano avere a quel tempo persone molto istruite, senz'altro potevano prevederlo. All'inizio del 7.a.c i due pianeti era visibili in cielo ad oriente, come vuole il Vangelo di Matteo, e dovevano apparire brillanti. Durante l'estate il fenomeno si spostò rimanendo visibile tutta la notte.
Ecco però che alla fine dell'anno si avvicina un terzo pianeta : Marte. I tre rimasero apparentemente vicini in cielo fino al 6.a.c , e poi si allontanarono e la congiunzione terminò. Il tutto avvenne sempre nella zona di cielo della costellazione dei Pesci. In termini astronomici questa congiunzione non è rara, avviene infatti ogni 805 anni, ma chiaramente su base "umana" il fatto diventa molto raro. Ora questo evento era sì ti sotto gli occhi di tutti ma … poteva avere qualche preciso significato solo per dei "Magi", ovvero astronomi-astrologi in grado di prevedere e riconoscere in cielo simboli precisi per la cultura di allora. Ed il significato poteva essere questo, secondo la opinione più diffusa: Giove era il simbolo della "regalità" e della "divinità". Saturno era il simbolo della "giustizia". La parte centrale della costellazione dei Pesci era il simbolo della "casa di Davide" e quindi di Israele.
La congiunzione era inoltre inizialmente visibile ad oriente, dove sorge il Sole e quindi dove ogni giorno sembra "nascere" la luce. L'avvenimento poteva allora essere interpretato come:
Un nuovo Re di giustizia sta nascendo in Israele. Proprio ciò che i re Magi avevano dedotto osservando il cielo. Questa congiunzione potrebbe quindi essere la nostra Stella?
Ricapitoliamo: Nel 7 a.C. ha inizio la congiunzione, e la data è prossima a quella vera della nascita di Cristo.
Subito dopo averla osservata i Magi partono per Betlemme. Loro infatti leggono il fenomeno come: lì sta nascendo il nuovo re di Israele. La congiunzione prosegue nei mesi successivi, rimanendo visibile in cielo anche durante il tempo impiegato dai Magi per giungere a Betlemme, presumibilmente nell'autunno del 7 a.C.
In quel periodo i tre pianeti, cioè l'"aster" di Matteo, erano ormai molto alti in cielo e nel momento di migliore visibilità. Apparivano quasi immobili e brillanti su Betlemme proprio nell'autunno del 7 a.C. ! Il fenomeno venne probabilmente visto anche dai sacerdoti di Erode, ma la loro interpretazione poteva essere diversa da quella dei Magi. Ecco perché Erode chiama i Magi per farsi spiegare da loro cosa mai abbiano visto nel cielo, tanto da indurli ad un viaggio coì pesante e pericoloso.

Siamo quindi arrivati alla fine dell'inchiesta: tra tutte le ipotesi possibili, quella della congiunzione planetaria è dunque la più probabile, sempre ponendo che non si sia trattato di un fenomeno miracoloso. E andare a cercare una spiegazione astronomica non lede certo la "magia" della cometa di Natale!


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