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CONTADINI DEL PARCO DELL' ACQUAFREDDA SFRATTATI DAL VATICANO: NESSUNA PIETÀ


La torre dell' AcquafreddaNessuna pietà per lo sfratto di 10 famiglie di contadini dal parco Riserva naturale Tenuta dell’ Acquafredda a Roma.
Lo ha deciso il legittimo proprietario: il Vaticano.
Il problema è che i contadini perderanno assieme casa e lavoro. Anche se disposti a rinunciare alla casa non possono rinunciare alla terra da coltivare.
La lunga storia la racconta Terranews dove spiega anche le motivazioni dello sfratto.
Spiega Angelo Bonelli presidente nazionale dei Verdi attraverso un comunicato stampa:
Nonostante la manifestazione davanti al Vaticano, i servizi televisivi, tra i quali quello di “Striscia la Notizia” e i molti articoli di giornali la procedura di sfratto dei contadini dalle terre del Parco dell’Acquafredda prosegue.
Noi Verdi domani mattina dalle ore 8:00 saremo a via Acquafredda numero 88, presso la Torre Medioevale per opporci in maniera non violenta e pacifica a questo ingiusto provvedimento di sfratto a opera del Vaticano
 nei confronti dei contadini che in questa maniera perderanno in un colpo solo sia il lavoro sia la casa. 

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IL PAPA SFRATTA I CONTADINI


Tenuta dell' AcquafreddaDa dieci anni in contenzioso con il Vaticano, gli agricoltori della Tenuta di Acquafredda stanno ricevendo i provvedimenti esecutivi. E manifestano contro la Santa Sede.
Succede anche questo: il Papa sfratta i contadini. Il modello della società cattolica, così incardinata sulla famiglia sostenibile e sul recupero del ruolo ancestrale dell’agricoltura e del rapporto con la terra, evidentemente non piace più neanche alla Santa Sede, che sta portando a compimento i provvedimenti esecutivi di sfratto a carico dei contadini della Tenuta di Acquafredda.
F-U-O-R-I! – Il parco, già possedimento di un ordine monastico, è stato dichiarato Riserva Naturale dagli enti dello Stato. Si trova a Roma, nella zona nord-ovest della città.
Antico possedimento dei monaci di S.Pancrazio, la riserva prende il nome dalla freschezza delle acque del fosso della Magliana, dove si fermò il re dei Goti Totila nell’anno 547 quando conquistò Roma. L’area da un punto di vista ambientale fa parte dell’ ecosistema Ponte Galeria – Arrone nel settore nord ovest della città. La valle di Acquafredda è fiancheggiata
 da ulteriori, numerose piccole valli che si aprono su sedimenti di sabbia e argilla ma anche di tufo. Il suolo è fertile, ed ampia è la varietà naturale potenziale: sughere, olmi, equiseti, rosa canina, ginestra, cardi e orchidee. Alcune di queste specie peraltro permangono solo in corrispondenza del reticolo idrografico. L’ambiente ripariale, distribuito lungo il fosso, svolge un importante ruolo ecologico: nelle formazioni a salici e canneti si possono trovare uccelli tipici degli ambienti umidi, come la folaga, la gallinella d’acqua, l’usignolo di fiume e il pendolino. L’area comprende pregevoli tenute agricole e da segnalare è la presenza di una torre medievale.
AMMINISTRAZIONE DELLA SANTA SEDE – Dall’altra parte della barricata il Capitolo di San Pietro, ovvero l’Apsa, Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica: praticamente, la divisione Beni Pubblici dello Stato del Vaticano.
A questo Ufficio spetta di amministrare i beni di proprietà della Santa Sede, destinati a fornire fondi necessari all’adempimento delle funzioni della Curia Romana. (…) La Sezione Ordinaria amministra i beni che le sono affidati avvalendosi, quando sia opportuno, della collaborazione di esperti; cura la gestione del personale attivo della Santa Sede; sovraintende alle direzioni amministrative che fanno capo ad essa; provvede a quanto è necessario per l’attività dei Dicasteri; cura gli aspetti tecnici, la manutenzione e lo sviluppo dell’infrastruttura telematica per la presenza della Santa Sede nella rete Internet; cura inoltre la contabilità e redige il bilancio preventivo e consuntivo. La Sezione Straordinaria, sotto la guida diretta di un Delegato, adempie i compiti prima riservati all’Amministrazione Speciale della Santa Sede.
Da oltre 10 anni la Santa Sede avrebbe revocato unilateralmente i contratti d’affitto ai contadini.
IN PIAZZA CONTRO IL PAPA – Ed è da oltre 10 anni, appunto, che le maestranze sono in piazza per manifestare contro il Papa. Un vecchio articolo del Corriere della Sera dava conto, nel 1995, dell’esplosione della protesta.
Protesta in piazza di coltivatori sfrattati “Pontefice, perche’ ci sfratti?” c’ era scritto su uno striscione che una trentina di persone hanno esposto ieri mattina in piazza Pio XII, a pochi metri da piazza San Pietro, dove il papa stava tenendo l’ udienza generale del mercoledi’ . “Il reverendissimo capitolo di San Pietro . si legge in un volantino distribuito dai manifestanti ed indirizzato al papa . ha disdetto i contratti di affitto ai coltivatori della tenuta Acquafredda e precluso fino ad oggi ogni trattativa. Questa situazione portera’ alla chiusura di dieci imprese e la perdita della propria abitazione per circa venti famiglie, molte delle quali abitano e lavorano queste terre da quesi 70 anni. Chiediamo umilmente un suo intervento per continuare a coltivare queste terre”.
RATZINGER ASCOLTACI – Nessuna pietà, nessun incontro con i contadini del Papa: gli uffici del pontefice li vogliono fuori dalle terre apostoliche. E stanno passando alle vie di fatto, se è vero che la manifestazione di oggi lamenta l’arrivo dei provvedimenti di sfratto esecutivo. I contadini, con i loro striscioni a via della Conciliazione, tornano a chiedere udienza al Pontefice.
‘Sua Sanita’, i contadini dell’Acqua Fredda a Roma Le chiedono di intercedere presso il Capitolo di San Pietro, proprietario della Tenuta, affinche’ non si abbia a perpetrare quella che secondo noi e’ una grande ingiustizia, sia sotto il profilo umano che morale’. Cosi’ inizia la lettera aperta rivolta dagli agricoltori sotto sfratto della Tenuta dell’Acqua Fredda al Papa Benedetto XVI. I contadini che stanno manifestando in Largo Giovanni XXIII hanno preparato per il Pontefice anche un cesto contenente i loro prodotti e vorrebbero farglielo recapitare insieme alla missiva. ‘Il Capitolo di San Pietro – scrivono – sta ormai mettendo in atto gli sfratti esecutivi, apparentemente senza motivo, di noi contadini, sia dalle abitazioni che dai terreni che coltiviamo da 4 generazioni, rifiutando qualsiasi dialogo, come chiediamo da molti anni. Questo agire comportera’ la chiusura di attivita’ produttive da circa cento anni, lasciandoci senza casa e impedendoci di coltivare la terra, unica nostra fonte di sostentamento. Per altro in un periodo di grande difficolta’ per tutto il Paese. Per queste ragioni chiediamo di incontrarLa per comprendere le ragioni che hanno portato agli sfratti e cercare di trovare una soluzione piu’ umana e benevola nei nostri confronti.
Finora sono cadute nel vuoto le loro richieste. Aiutati in questo dalla federazione romana dei Verdi, che oggi è in piazza insieme a loro, presente il presidente nazionale Angelo Bonelli, i contadini avrebbero tutta l’intenzione di ricordare al pontefice che “la Tenuta dell’ Acqua Fredda e’ una riserva naturale regionale e ha una destinazione agricola”.
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IL PAPA SFRATTA I CONTADINI


Tenuta dell' AcquafreddaDa dieci anni in contenzioso con il Vaticano, gli agricoltori della Tenuta di Acquafredda stanno ricevendo i provvedimenti esecutivi. E manifestano contro la Santa Sede.
Succede anche questo: il Papa sfratta i contadini. Il modello della società cattolica, così incardinata sulla famiglia sostenibile e sul recupero del ruolo ancestrale dell’agricoltura e del rapporto con la terra, evidentemente non piace più neanche alla Santa Sede, che sta portando a compimento i provvedimenti esecutivi di sfratto a carico dei contadini della Tenuta di Acquafredda.
F-U-O-R-I! – Il parco, già possedimento di un ordine monastico, è stato dichiarato Riserva Naturale dagli enti dello Stato. Si trova a Roma, nella zona nord-ovest della città.
Antico possedimento dei monaci di S.Pancrazio, la riserva prende il nome dalla freschezza delle acque del fosso della Magliana, dove si fermò il re dei Goti Totila nell’anno 547 quando conquistò Roma. L’area da un punto di vista ambientale fa parte dell’ ecosistema Ponte Galeria – Arrone nel settore nord ovest della città. La valle di Acquafredda è fiancheggiata
 da ulteriori, numerose piccole valli che si aprono su sedimenti di sabbia e argilla ma anche di tufo. Il suolo è fertile, ed ampia è la varietà naturale potenziale: sughere, olmi, equiseti, rosa canina, ginestra, cardi e orchidee. Alcune di queste specie peraltro permangono solo in corrispondenza del reticolo idrografico. L’ambiente ripariale, distribuito lungo il fosso, svolge un importante ruolo ecologico: nelle formazioni a salici e canneti si possono trovare uccelli tipici degli ambienti umidi, come la folaga, la gallinella d’acqua, l’usignolo di fiume e il pendolino. L’area comprende pregevoli tenute agricole e da segnalare è la presenza di una torre medievale.
AMMINISTRAZIONE DELLA SANTA SEDE – Dall’altra parte della barricata il Capitolo di San Pietro, ovvero l’Apsa, Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica: praticamente, la divisione Beni Pubblici dello Stato del Vaticano.
A questo Ufficio spetta di amministrare i beni di proprietà della Santa Sede, destinati a fornire fondi necessari all’adempimento delle funzioni della Curia Romana. (…) La Sezione Ordinaria amministra i beni che le sono affidati avvalendosi, quando sia opportuno, della collaborazione di esperti; cura la gestione del personale attivo della Santa Sede; sovraintende alle direzioni amministrative che fanno capo ad essa; provvede a quanto è necessario per l’attività dei Dicasteri; cura gli aspetti tecnici, la manutenzione e lo sviluppo dell’infrastruttura telematica per la presenza della Santa Sede nella rete Internet; cura inoltre la contabilità e redige il bilancio preventivo e consuntivo. La Sezione Straordinaria, sotto la guida diretta di un Delegato, adempie i compiti prima riservati all’Amministrazione Speciale della Santa Sede.
Da oltre 10 anni la Santa Sede avrebbe revocato unilateralmente i contratti d’affitto ai contadini.
IN PIAZZA CONTRO IL PAPA – Ed è da oltre 10 anni, appunto, che le maestranze sono in piazza per manifestare contro il Papa. Un vecchio articolo del Corriere della Sera dava conto, nel 1995, dell’esplosione della protesta.
Protesta in piazza di coltivatori sfrattati “Pontefice, perche’ ci sfratti?” c’ era scritto su uno striscione che una trentina di persone hanno esposto ieri mattina in piazza Pio XII, a pochi metri da piazza San Pietro, dove il papa stava tenendo l’ udienza generale del mercoledi’ . “Il reverendissimo capitolo di San Pietro . si legge in un volantino distribuito dai manifestanti ed indirizzato al papa . ha disdetto i contratti di affitto ai coltivatori della tenuta Acquafredda e precluso fino ad oggi ogni trattativa. Questa situazione portera’ alla chiusura di dieci imprese e la perdita della propria abitazione per circa venti famiglie, molte delle quali abitano e lavorano queste terre da quesi 70 anni. Chiediamo umilmente un suo intervento per continuare a coltivare queste terre”.
RATZINGER ASCOLTACI – Nessuna pietà, nessun incontro con i contadini del Papa: gli uffici del pontefice li vogliono fuori dalle terre apostoliche. E stanno passando alle vie di fatto, se è vero che la manifestazione di oggi lamenta l’arrivo dei provvedimenti di sfratto esecutivo. I contadini, con i loro striscioni a via della Conciliazione, tornano a chiedere udienza al Pontefice.
‘Sua Sanita’, i contadini dell’Acqua Fredda a Roma Le chiedono di intercedere presso il Capitolo di San Pietro, proprietario della Tenuta, affinche’ non si abbia a perpetrare quella che secondo noi e’ una grande ingiustizia, sia sotto il profilo umano che morale’. Cosi’ inizia la lettera aperta rivolta dagli agricoltori sotto sfratto della Tenuta dell’Acqua Fredda al Papa Benedetto XVI. I contadini che stanno manifestando in Largo Giovanni XXIII hanno preparato per il Pontefice anche un cesto contenente i loro prodotti e vorrebbero farglielo recapitare insieme alla missiva. ‘Il Capitolo di San Pietro – scrivono – sta ormai mettendo in atto gli sfratti esecutivi, apparentemente senza motivo, di noi contadini, sia dalle abitazioni che dai terreni che coltiviamo da 4 generazioni, rifiutando qualsiasi dialogo, come chiediamo da molti anni. Questo agire comportera’ la chiusura di attivita’ produttive da circa cento anni, lasciandoci senza casa e impedendoci di coltivare la terra, unica nostra fonte di sostentamento. Per altro in un periodo di grande difficolta’ per tutto il Paese. Per queste ragioni chiediamo di incontrarLa per comprendere le ragioni che hanno portato agli sfratti e cercare di trovare una soluzione piu’ umana e benevola nei nostri confronti.
Finora sono cadute nel vuoto le loro richieste. Aiutati in questo dalla federazione romana dei Verdi, che oggi è in piazza insieme a loro, presente il presidente nazionale Angelo Bonelli, i contadini avrebbero tutta l’intenzione di ricordare al pontefice che “la Tenuta dell’ Acqua Fredda e’ una riserva naturale regionale e ha una destinazione agricola”.



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La Chiesa sfratta: "Danno i palazzi solo ai ricchi"

Un comitato di inquilini si appella
a Bagnasco: «Perchè privilegiate
i mercanti del tempio?»


GIACOMO GALEAZZI, FILIPPO DI GIACOMO

Un tempo, erano case per poveri, per preti e per suore dedite ad opere di bene ed al servizio della Chiesa. Poi, complice il boom del mattone, il virus della speculazione è penetrato anche dentro corpi che ne dovrebbero essere immuni. Si tratta dei circa 2000 enti ecclesiastici che, nel centro di Roma, posseggono un quarto dell'intero patrimonio immobiliare cittadino. Un orizzonte entro il quale il Vaticano, con lo Ior e l'Apsa, non è certamente in primo piano. La maggioranza degli enti ecclesiastici infatti è riconducibile a confraternite, nelle quali la presenza della Chiesa è quasi sempre limitata ad una generica «assistenza spirituale» da parte di un sacerdote, e ad istituti religiosi. Enti ecclesiastici ai quali, spesso, i beni sono stati donati con il vincolo dell'uso caritatevole: un fine che, con il trascorrere del tempo, la Chiesa non riesce più a verificare. Un ruolo di cui nell'attuale situazione sociale, farebbe bene invece a riappropriarsi per almeno due buoni motivi. Il qualificativo «ecclesiastico» comporta la riduzione del 50% dell'imposta sul reddito fondiario derivante dall'affitto di immobili, e la massimizzazione dei profitti a Roma, si tradurrà in una raffica di sfratti esecutivi, a partire dal prossimo 31 ottobre.

I più colpiti sono gli inquilini più poveri. A Monsignor Bagnasco, che «come presidente della Cei esercita un controllo diretto sugli enti ecclesiastici ed ha sicuro ascolto ai vertici del Vaticano», il comitato degli inquilini Lotta per la casa del centro storico chiede un intervento o almeno una risposta a questa domanda: «Dietro questa frenesia speculativa ci sono persone più bisognose a cui dare le nostre case, oppure i mercanti sono di nuovo nel tempio?». Una domanda impegnativa, meritevole di risposta, visto che nella sola Roma gli enti ecclesiastici nel loro insieme costituiscono un player determinante per qualsiasi politica abitativa, oltre che per l'evoluzione del mercato stesso. Una risposta dovuta e coerente con l'invito che il leader dei vescovi ha indirizzato ai cattolici del nostro Paese esortandoli ad uno «slancio collettivo per risolvere l'emergenza abitativa». Nel 2006 a Roma sono stati emessi 5.869 sfratti, di cui 3.528 per morosità. Vale a dire uno sfratto ogni 60 abitazioni in affitto, una crescita annua del 10%. Nel resto d'Italia le cose non sono diverse 3.072 a Napoli, 2.510 a Milano, 1.885 a Torino.

Finora, le autorità politiche sono ricorse a decreti blocca sfratti, talmente reiterati da provocare un richiamo dall'Unione Europea. Il 15 ottobre è scaduta l'ultima sospensione delle esecuzioni e la situazione è diventata esplosiva. Solo nella capitale sono duemila le famiglie a rischio immediato, quattromila in tutta Italia. Per legge l'esecuzione degli sfratti è stata sospesa fino al 14 ottobre 2007 nei capoluoghi di provincia. A beneficiarne sono stati i nuclei familiari non morosi, con un reddito annuo non superiore a 27 mila euro ed in cui siano presenti figli a carico, o "over 65", o malati terminali, o disabili oltre il 66%. Il blocco degli sfratti ha una durata diversa secondo il proprietario dell'appartamento: per tutti vale la data del 14 ottobre 2007, ma se si vive in una casa pubblica o di proprietà di casse professionali e previdenziali, compagnie di assicurazione o istituti bancari, allora la sospensione dura sino ad agosto 2008.

In realtà, il decreto legge iniziale, il 261 del 2006, fa rientrare tra i grandi proprietari anche i «soggetti fisici o giuridici detentori di oltre 100 unità immobiliari ad uso abitativo». In pratica, a Roma, tutti i «palazzinari», il Vaticano e gli enti ecclesiastici. Arrivato in aula, il decreto non è stato convertito, con la maggioranza sconfitta con 147 voti contro 151, per una questione pregiudiziale di costituzionalità posta dall'opposizione. Nella legge poi approvata è scomparsa ogni limitazione riferibile agli enti ecclesiastici. L'ennesimo decreto blocca sfratti redatto dall'ultimo Consiglio dei ministri è solo un disegno di legge che non verrà approvato prima di marzo. Quindi adesso sono proprio gli inquilini di questi enti, i più esposti al rischio sfratto di questi giorni.

Tra i colpiti, spiega il consigliere comunale Mario Staderini, ci sono persino dipendenti in pensione, figli e vedove di cittadini vaticani: «Nello Stato del Papa, la cittadinanza non segue il diritto di famiglia, lo "jus coniugii" e lo "jus filii", ma è concessa a discrezione del pontefice». «Dal 1990 ad oggi, mentre scomparivano gli investimenti pubblici in edilizia popolare, lo Stato ha dato alla Cei, tramite l’8 per mille, 1272 milioni di euro da destinare alla costruzione di nuove chiese - aggiunge l'esponente radicale -. Serve un censimento immobiliare. Tutti i partiti, anche a sinistra, appaiono su questo distratti. Accade lo stesso quando si tratta di votare l’eliminazione di ingiuste agevolazioni fiscali, come quella sull’Ici o l’esclusione del Vaticano dal decreto blocca-sfratti».

Scrivono, nella loro lettera a monsignor Bagnasco, gli aderenti al comitato degli inquilini Lotta per la casa del centro storico: «Le chiediamo una speranza nell'incubo di finire in mezzo alla strada, espulsi dai contesti sociali in cui abbiamo vissuto per decenni. Al di là delle questioni legali, ci chiediamo il perché di questo calvario. Siamo stati dei bravi inquilini: abbiamo sempre pagato l'affitto e avuto cura dell'appartamento, nessuno sfratto è per morosità bensì per finita locazione. Se, come spesso accadeva, non avevamo bagno né riscaldamento, i lavori erano a nostre spese. Eppure veniamo sbattuti fuori».

http://www.vittime-della-chiesa.it/03231d99c413ea305/03231d99e30f36b04/03231d99e30f5c408/index.html

(NOTIZIA PUBBLICATA DALLA STAMPA NELL'OTTOBRE 2007)




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